Cresima - Parmachiostro

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Domenica 16 maggio 2010
CRESIMA IN CATTEDRALE


A disposizione dello Spirito
contiamo sul suo aiuto
per i nostri progetti di vita



Ottobre 2008





Con le Catechiste
abbiamo iniziato
il cammino
della
nostra formazione

Nel Sacramento della Riconciliazione abbiamo scoperto che
Dio
è più che
un Padre

Ricordiamo, ancora oggi, il nostro primo simpatico incontro con il Sacramento della Riconciliazione:  l'abbiamo fatto qualche mese prima della festa della prima Comunione.
Temevamo chissà che cosa nel doverci confessare, ma abbiamo scoperto che il Sacramento è un incontro con un papà che ci ama e che ci perdona se gli chiediamo scusa aiutandoci a diventare persone in gamba.
Avevamo capito che Dio ha sempre piacere di parlare con i figli, anche se non hanno dei veri peccati di cui chiedere perdono. Per Lui, infatti, è sempre un'occasione di sentirsi amato e trattato da papà per chiedere i suoi consigli ed avere il suo aiuto.





Domenica 30 maggio 2010
Messa di Prima Comunione.

Sono già passati tre anni, eppure è ancora presente l'entusiasmo che le Catechiste avevano messo in tutti noi al pensiero che Gesù in persona, anche se non si vedeva, ci prendeva con sé nella grande Preghiera rivolta al Padre suo e Padre nostro.
Per questo, sentendoci sostenuti da Gesù, avevamo chiesto in segreto a Dio Padre tante cose buone per noi, per le nostre famiglie, per la nostra Parrocchia e per tutti i bambini del mondo.
In tale occasione, anche i nostri familiari erano diversi dal solito: avrebbero voluto fare chissà che cosa per vederci contenti.

Nella Messa di Prima Comunione
ci siamo sentiti
una cosa sola
con Gesù
per tutta la celebrazione

Dopo la Messa di Prima Comunione, abbiamo utilizzato i nostri incontri di Catechesi per scoprire le cose più belle che il Signore ha fatto per noi e come potevamo sfruttare tutti i suoi doni; abbiamo anche cercato di partecipare alla Messa festiva.
Tuttavia, un po' per il cattivo esempio degli adulti, per le attrattive dello sport, del tempo libero e un po' per la nostra pigrizia, non sempre siamo rimasti fedeli all'impegno.

Nei nostri incontri di Catechesi
abbiamo scoperto Dio!

Pur apprezzando gli sforzi delle Catechiste per svolgere il programma, noi ragazzi eravamo più attenti a scoprire gli aspetti interessanti che riguardavano o Dio Padre, o Gesù Cristo o lo Spirito Santo, insieme a tutto quello che "i Tre" mettevano a nostra disposizione.
Ad es., il nostro modo di apprezzare Dio Padre è cambiato quando abbiamo scoperto, nel Vangelo di Giovanni, cosa è arrivato a fare per amarci e per averci con Lui per tutta l'eternità: Dio  ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. (Gv 2,17).
Addirittura, per ottenere il suo scopo, ha nientemeno che dato in dono il suo Figlio!
Da allora abbiamo messo più attenzione alle prediche.
Prima di allora, infatti, anche se ci dicevano cose importanti, pensavamo ad altro.
Dopo, avendo capito che i messaggi erano anche per noi ragazzi, abbiamo fatto nostra una frase di San Paolo: Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? (Rom 8,31)

Con le
Catechiste
abbiamo sperimentato
di avere un papà
in
DIO PADRE





un grande
amico
in
GESU' CRISTO




Ciò che ha cambiato il nostro apprezzamento per Gesù,
è stato il suo modo di concepire l'amicizia.

Già in preda alle cotte dell'età, eravamo molto curiosi di sapere cosa pensasse Gesù dell'amicizia e quali aiuti ci potesse dare per impostare in modo positivamente cristiano la nostra formazione all'amore e alla vita.
Una risposta l'abbiamo trovata nel capitolo 15 del Vangelo di Giovanni:  Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. (Gv 15,12-14)
Sono parole che, ascoltate da un'assemblea sonnolenta, lasciano il tempo che trovano, ma che invece, ascoltate da un gruppo di adolescenti come noi, diventavano una diga che teneva a freno le forze della crisi affettiva, per indirizzarle verso un'amicizia che invece di accontentare l'egoismo, scegliesse il bene delle persone amate anche a costo della vita, come del resto ha poi fatto Gesù.
Naturalmente abbiamo letto e meditato altri testi del S. Vangelo, ma il tema dell'amicizia insegnata e praticata da Gesù è stato il tema più commentato.

Infine, ciò che ha cambiato il nostro apprezzamento
per lo Spirito Santo
è stata la lettura di ciò che è scritto
al versetto 26 del capitolo 8 della lettera ai Romani.

Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili.
Piacevolmente sorpresi di scoprire che anche lo Spirito Santo - dicendolo alla nostra maniera - aveva i suoi problemi, ci siamo chiesti se c'entravamo per caso anche noi, nei suoi "gemiti".
C'entravamo. E insieme con questa bella notizia, digiuni come eravamo di notizie su di Lui, abbiamo ricuperato tante altre informazioni.
Abbiamo così saputo che, grosso modo, ha il compito di attuare tutti i disegni di Dio Padre, non solo per gli uomini e il mondo creato, ma anche per l'incarnazione, vita, passione, morte e risurrezione del suo figlio Gesù, e per la successiva sua presenza nella vita della Chiesa.
Perciò è Lui che dal concepimento di ciascuno di noi, rende presente l'amore di Dio in noi, nei nostri cari e nell'ambiente in cui viviamo. E' Lui che è presente in noi per dare una mano, quando ne è richiesto, per aiutarci a pensare, fare e amare come Gesù. E' Lui che, nel peccato, aiuta a chiedere perdono procurando subito l'aiuto per la ripresa. L'importante è che ne venga richiesto.
Ci ha fatto sorridere l'idea che lo Spirito Santo è presente nei fidanzati e negli sposi per aiutarli a volersi bene come il Signore comanda. Abbiamo sorriso poiché, probabilmente, è il futuro di tutti noi, ed è quindi una informazione preziosa per sapere a chi rivolgersi quando sarà il momento.
E per coloro che scegliessero una vita da consacrati, cosa farà lo Spirito Santo? Ci hanno assicurato che innesta il moltiplicatore di aiuti.
A pensarci bene, anche con noi avrà molto da fare.


un Dio
preoccupato
per noi
nello
SPIRITO SANTO

Nella nostra Veglia in preparazione alla Cresima
"c'erano"
il Padre, il Figlio e lo
Spirito Santo

Venerdì sera 14 maggio:
Veglia di preghiera in preparazione alla Cresima
Progettata da tempo da tutti noi,
insieme alle Catechiste e a Don Sergio,
l'avevamo pensata come un incontro
col Padre, col Figlio e con lo Spirito Santo,
da parte di noi cresimandi, delle nostre famiglie e della
comunità parrocchiale.

Abbiamo così "inventato", con la nostra fantasia bislacca, una loro "immaginaria presenza" alla celebrazione, perché potessero esprimere pareri e osservazioni.
Chiaro che, sapendo come i comportamenti di Dio sono immensamente più grandi e misericordiosi delle nostre immaginazioni, nel descrivere le cose, ci siamo affidati alla "loro" grande comprensione.
Dopo, "potrebbe" essere successo questo: quando il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo seppero dell'invito, accettarono molto volentieri, per poter partecipare, una volta tanto, a una celebrazione non ufficiale.
E' vero, "pare si sian detti", che non interverremo direttamente, anche se la cosa ci farebbe piacere, però pensiamo che i presenti in chiesa venerdì sera, gradiranno sentirsi sentirsi in famiglia con noi.

Puntualissimi più dei parrocchiani, quella sera fu Dio Padre che espresse le sue impressioni sulle persone presenti:
Sono contento che per amore dei loro figli e per il bene della loro famiglia, sian presenti i genitori insieme a padrini e madrine.
Conosco bene le famiglie che vanno bene e quelle che hanno tribolazioni; conosco i rapporti tra sposi che resistono e quelli che sono vittime delle difficoltà del tempo presente.
Sono al corrente delle certezze e delle incertezze di tutti.
E' normale che spesso abbiano idee confuse quando si rivolgono a me.
Sorrido quando, in buona fede, danno consigli a me su come mi devo comportare come Dio.
Fanno così perché non mi conoscono.
Non sanno quanto ho fatto per loro. Non sanno che quando penano loro, peno anch'io, quando gioiscono loro, gioisco anch'io. Non sanno che interpreto i loro consigli dati a me, come una loro richiesta ad avere invece da me, consigli e aiuti, per vivere da bravi sposi e da bravi genitori.

Questa sera però, la mia predilezione è per i cresimandi.
Li conosco molto bene perché li ho seguiti, uno per uno, dal loro concepimento al cammino di preparazione alla Cresima: e sarò sempre loro vicino, anche se si dimenticheranno di me.
Vedo le catechiste, il parroco e diversi parrocchiani: non sanno quanti aiuti "straordinari" facciamo arrivare a coloro che si impegnano a diffondere il Vangelo nel mondo.
....
Sospendo le mie riflessioni perché stanno iniziando la celebrazione.
Come sempre, noi tre, Padre, Figlio e Spirito Santo, siamo presenti nel cuore delle persone, per aiutarli a chiedere quello che è il loro bene e per formulare gli impegni che cercheranno poi di attuare, con il nostro aiuto.



Dio Padre
"ha avuto" queste impressioni


Padre, Figlio e Spirito Santo "hanno notato..."

Iniziata la veglia, anche Gesù, il Figlio di Dio e lo Spirito Santo, smisero di scambiarsi dei pareri e, insieme al Padre,  osservarono in silenzio i sentimenti e i comportamenti dei presenti durante le letture, le preghiere, le riflessioni e le varie fasi della veglia.
Notarono la difficoltà di alcuni presenti a capire la lettura su Samuele bambino che risponde "eccomi" a Dio che lo chiama per nome: faticavano infatti ad applicare a sé stessi l'idea che Dio avesse chiamato per nome anche ciascuno di loro, aspettandosi come risposta: "Eccomi"
Videro la commozione dei nostri genitori quando ripensarono al nostro Battesimo.
Poi, dopo un primo momento di gioia, notarono il loro disagio per non aver saputo, e qualchevolta voluto, mantenere gli impegni presi.
Videro il loro sogno di poter realizzare anche nelle nostre case il medesimo clima di fede della Famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria, che amavano Dio proprio come insegnava la bella preghiera "Ricorda Israele".
Videro il loro rimpianto di non vivere una vita di Parrocchia simile al fervore della prima comunità cristiana descritta dagli Atti degli Apostoli.
Videro sul volto del parroco il senso di gioia per il bel lavoro delle catechiste e delle famiglie, ma anche il disappunto di non essere riuscito a coinvolgere i parrocchiani ad accogliere cresimandi tra i membri adulti e attivi della comunità parrocchiale.
Videro i sentimenti dei cresimandi, bisognosi di aiuto da tutte le parti per il loro futuro in costruzione, ma anche  carichi di entusiasmo per la festa della Cresima ormai vicina.
Apprezzarono  la loro promessa di essere fedeli agli impegni della Cresima, sicuri di poter sempre contare sul dono dello Spirito. Però costatarono la loro difficoltà a trovare gruppi di giovani cui aggregarsi, per formarsi insieme e cristianamente, alla vita.
Infine, quando il parroco invitò i presenti a rivolgersi familiarmente o al Padre, o al Figlio o allo Spirito Santo come se si fosse in una grande famiglia affiatata, capirono le timidezze dei presenti a dire ad alta voce le cose che avevano espresse nel segreto della preghiera.
Tuttavia tutti hanno osservato: come sarebbe bello sentirsi esternamente e affettuosamente uniti a Dio e ai fratelli!

Finita la veglia, e sempre sempre secondo la nostra immaginazione, non è dato di sapere cosa abbiano concluso il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Però siamo sicuri che quello che hanno concluso, supera ogni nostra più bella immaginazione.

Domenica 16 maggio - ore 16
Siamo nella Cattedrale di Parma per ricevere la Cresima
insieme a oltre 100 cresimandi di Parmacentro

Ci sentiamo un po' frastornati fra tanta gente: cresimandi, padrini, madrine, genitori, amici, parenti e tanti altri.
Facciamo del nostro meglio per vivere questo momento come ci eravamo preparati.
Al momento della rinnovazione delle promesse battesimali, abbiamo pensato alla nostra promessa, fatta venerdì sera, di essere fedeli agli impegni della Cresima.
Ricevendo, con l'unzione crismale, il "sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono", abbiamo ricordato le belle notizie su di Lui, scoperte negli incontri di catechesi.
Nonostante la funzione un po' troppo lunga per i nostri gusti, siamo rimasti silenziosi in preghiera sino alla fine, insieme a padrini, madrine e catechiste.
Però, alla fine, un po' a motivo delle foto di gruppo, un po' a motivo dei saluti degli amici e della partenza per far festa a casa, non abbiamo potuto fermarci un istante a salutare il Padre, il Figlio e soprattutto lo Spirito Santo, come avremmo voluto.
Per fortuna, temendo di non poter fare questo saluto, avevamo preparato una preghiera di emergenza:

Spirito Santo,
sappiamo che resti con noi anche se abbiamo umori e comportamenti impossibili.
Grazie.
Adesso, e ancor più in avvenire, abbiamo bisogno del tuo aiuto per realizzare i nostri progetti di vita.


E domenica 16 maggio
alle ore 16,
nella Cattedrale
di Parma,

finalmente!

la Cresima!


Foto di gruppo:

a sinistra
S. Uldarico

a destra
tutti i cresimati di Parmacentro


Canto di gioia

 
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