linee guida - Parmachiostro

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Da Lettera Pastorale 2012/15
di S. E. Mons. Enrico Solmi
Vescovo di Parma
SULLA TUA PAROLA
"Prendi il largo, Chiesa di Parma"
Orientamenti per il
Nuovo Assetto della Diocesi


NAD
Nuovo Assetto della Diocesi

LINEE GUIDA

Breve storia

Linee guida

A seguito di una vasta consultazione, percorrendo tutte le zone pastorali della diocesi, dopo un'ulteriore riflessione da parte del Consiglio episcopale, sono state definite queste linee guida.
Il loro scopo primario è offrire i riferimenti essenziali di una rinnovata pastorale parrocchiale, che si ponga in continuità per la scelta della parrocchia e che, al contempo, si sviluppi nel quadro di una "pastorale di insieme" più volte auspicato dai documenti della Chiesa italiana (cfr. 52° Assemblea Generale della CEI, Prolusione, Assisi 17-20 novembre 2003; CEI, Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia, 2004, n. 11) e come indicato nella lettera pastorale "Ho un popolo numeroso in questa città" (nn. 39-42) e nelle attuazioni degli anni successivi. Una riflessione avviata da tempo a livello diocesano: si veda la mozione due approvata dall'assemblea, nel corso del XXI Sinodo diocesano, e la lettera pastorale di monsignor Cesare Bonicelli: "Parrocchia: la chiesa fra le case" (2006-2007).

La Nuova
Parrocchia

La Nuova Parrocchia


La "Nuova Parrocchia" (NP) indica una forma di unità pastorale tra più parrocchie che hanno una cura pastorale unitaria, al fine di un cammino comune e coordinato, attuando così la comunione e la missione della Chiesa. Essa è eretta con un apposito decreto vescovile. In questa nuova realtà ciascuna parrocchia, per ora, mantiene la propria identità giuridica, in ragione della tradizione e della presenza capillare della Chiesa, casa di Dio tra le case della nostra terra. Di norma si compone di parrocchie di un medesimo Comune.


Uniti
per
servire

1 - Comunione e corresponsabilità nella Nuova Parrocchia:
il Servizio Ministeriale


Il Servizio Ministeriale (SM) è segno ed espressione della comunione che presiede ogni modalità di vita ecclesiale e costituisce la prima forma di evangelizzazione. Nel rispetto delle singole vocazioni, il Servizio Ministeriale ne alimenta la stima reciproca, sostiene lo sviluppo e la perseveranza nella propria chiamata, aiuta il presbitero ad essere e a sentirsi parte della famiglia ecclesiale.
Il Servizio Ministeriale è costituito dalle principali figure ministeriali presenti nella Nuova Parrocchia e da altre ritenute importanti. Ne fanno parte il Presbitero Moderatore, gli altri presbiteri, i diaconi, un rappresentante delle comunità religiose, una coppia di sposi e laici che operano al servizio della Nuova Parrocchia. Il numero dei componenti deve comunque rimanere ridotto per facilitare la relazione e il dialogo.
Compito principale del Servizio Ministeriale è favorire la comunione tra i vari soggetti che compongono la Nuova Parrocchia attraverso la preghiera e la condivisione, suscitando anche valutazioni e idee che possono essere proposte al Consiglio Pastorale della Nuova Parrocchia. Il Servizio Ministeriale, di norma, non ha un compito esecutivo.
Il Servizio Ministeriale rappresenta una delle maggiori innovazioni del Nuovo Assetto della Diocesi, ne manifesta l'anima e ne interpreta, in modo autentico, lo spirito.
Con lo sforzo convergente di tutti occorre maturarne la formazione, sperimentare le forme di attuazione e perseverare nelle immancabili difficoltà.
Il Servizio Ministeriale resta in carica cinque anni. I suoi membri sono rinnovabili.

L'arte
del
moderatore

2 - Il Presbitero Moderatore e gli altri presbiteri


II Presbitero Moderatore è nominato dal Vescovo per presiedere l'attività pastorale della Nuova Parrocchia, coordinando l'elaborazione e l'attuazione del Progetto Pastorale Comune. Il Presbitero Moderatore è deputato in modo particolare a favorire la crescita della Nuova Parrocchia. Sostiene la collaborazione dei presbiteri tra di loro, per i quali si auspicano forme di vita comune; suscita e valorizza i carismi e i ministeri, promuovendo la partecipazione corresponsabile di tutti i battezzati, in particolare di coloro che più da vicino si pongono a servizio dell'azione pastorale. Tutto per il rinnovato annuncio del Vangelo nella nostra terra. Spetta al presbitero moderatore la responsabilità ultima delle decisioni in ordine alla Nuova Parrocchia. Il Presbitero Moderatore della Nuova Parrocchia, di norma, è nominato per cinque anni.

Conoscere
per
progettare


3 - Il Progetto Pastorale Comune e le attività proprie delle singole parrocchie


Il mandato ecclesiale della Nuova Parrocchia è definito e descritto nel Progetto Pastorale Comune (PPC), che riguarda, pertanto, l'annuncio della Parola, la celebrazione liturgica e la preghiera, il servizio caritativo, la tensione missionaria della nuova parrocchia. Il Progetto Pastorale Comune è il punto di riferimento obiettivo per tutti: presbiteri, diaconi, persone consacrate e laici; come pure per tutte le aggregazioni laicali presenti nella Nuova Parrocchia. A ciascuno è richiesto di offrire un insostituibile contributo fin dalla sua elaborazione e di collaborare cordialmente alla sua realizzazione. In esso si avrà cura di assicurare un'adeguata attenzione alla pastorale degli ambienti di vita, realizzando, con la partecipazione di tutti i soggetti ecclesiali, un' azione pastorale veramente integrata.
Le linee fondamentali del Progetto Pastorale Comune di ogni Nuova Parrocchia fanno riferimento e attuano le disposizioni della Chiesa universale e della Chiesa locale.
Il Progetto Pastorale Comune di ogni Nuova Parrocchia si sviluppa sulla conoscenza della sua condizione sociale, culturale ed ecclesiale, ne interpreta i bisogni, sceglie le mete possibili, privilegia gli obiettivi urgenti, provvede al reperimento e alla formazione degli operatori pastorali e dei ministri, dispone la revisione annuale del cammino fatto, mantiene la memoria dei passi compiuti.
E’ necessario che il Progetto Pastorale Comune, elaborato sotto la responsabilità del Consiglio Pastorale della Nuova Parrocchia, trovi una formulazione scritta, e sia periodicamente rivisto per verificarne gli obiettivi e la sintonia con il cammino della Diocesi.

Formazione

Iniziazione
cristiana

Nuova
Evangelizzazione

Nulla si perda
del bene
che si trova
in ogni
Parrocchia

Nel Progetto Pastorale Comune si definiscono, a seconda delle realtà di ogni Nuova Parrocchia, le attività pastorali comuni e quelle che si attuano nelle singole parrocchie, i luoghi della formazione, le tappe dell'iniziazione cristiana, le forme della nuova evangelizzazione, l'eventuale mantenimento di specifici organismi a servizio della parrocchia, come anche l'orario delle Sante Messe.
È bene che le singole parrocchie rimangano il luogo ordinario della vita liturgica e sacramentale dei fedeli, anche se si possono prevedere celebrazioni di tutta la Nuova Parrocchia.
A seconda della situazione della Nuova Parrocchia e delle prospettive di sviluppo, le attività dei vari settori pastorali possono essere collocate anche nelle singole parrocchie.
Si attua così una particolare cura affinché le possibilità e specificità delle singole comunità parrocchiali (per es. ricorrenze tradizionali, attività culturali e formative, iniziative pastorali ...) non vengano meno o siano trascurate, ma siano giustamente valorizzate, ritenendole una ricchezza da condividere nelle forme più opportune con l'intera Nuova Parrocchia. Nulla deve andare perduto del bene che si compie in ogni parrocchia, anzi, tutto deve essere condiviso e coordinato. La Nuova Parrocchia non deve generare un'unità che mortifica, ma sostenere e coordinare le ricchezze di tutti.
Nel progetto pastorale comune si presti particolare attenzione alla formazione degli operatori pastorali, alla pastorale giovanile, mantenendo i gruppi giovanili presenti e cercando di promuoverne almeno uno in ogni Nuova Parrocchia, e alla pastorale delle famiglie, articolando, per il futuro, la preparazione al matrimonio e alla vita familiare, di norma, nella Nuova Parrocchia.


Fraternamente uniti
per garantire l'unità
della Nuova Parrocchia


4. - Il Consiglio Pastorale della Nuova Parrocchia


Nell'ambito della Nuova Parrocchia deve essere costituito un unico Consiglio Pastorale (CPNP), in cui ciascuna delle singole comunità parrocchiali sia debitamente rappresentata.
Il Consiglio Pastorale della Nuova Parrocchia invoca dallo Spirito Santo la forza per la fraternità e la comunione, indispensabili per manifestare e garantire l'unità della Nuova Parrocchia. Si costituisce nel rispetto della proporzione tra le diverse parrocchie e rappresenta il principale strumento per le scelte comuni. I suoi membri, pertanto, vi partecipano avendo a cuore la comunione pastorale di tutta la Nuova  Parrocchia e non portando la preoccupazione primaria della propria parrocchia di origine.
La costituzione del Consiglio Pastorale della Nuova Parrocchia, di norma, prevede l'estinzione dei Consigli pastorali attualmente esistenti nelle singole parrocchie; ciò non toglie la possibilità, laddove lo si ritenga necessario, di mantenere o dare vita a organismi specifici al servizio della parrocchia. Tale scelta, però, deve essere contemplata nel Progetto Pastorale Comune.
 I membri del Consiglio Pastorale della Nuova Parrocchia vengono designati con le modalità che attualmente governano la formazione dei Consigli Pastorali Parrocchiali, con gli adattamenti dovuti al carattere proprio della Nuova Parrocchia. A tal fine sarà emanato un nuovo Regolamento.
 La presidenza del Consiglio Pastorale della Nuova Parrocchia è del Presbitero Moderatore.


CAE
composto da esperti
di questioni amministrative.
Obbligatorio
dopo che le NP siano erette

5. - Il Consiglio degli Affari Economici della Nuova Parrocchia


Nell'ambito della Nuova Parrocchia deve essere costituito un unico Consiglio degli Affari Economici (CAE), presieduto dal Presbitero Moderatore, composto da fedeli veramente esperti in questioni amministrative. In esso ciascuna delle singole parrocchie deve essere debitamente rappresentata. Abbia cura il Consiglio degli Affari Economici della Nuova Parrocchia di custodire i beni della chiesa per le finalità loro proprie. Provvedere ai poveri stia a cuore a ogni nuova parrocchia e la carità rimanga criterio delle scelte.
 Esso si presenta come un organismo unitario in cui anche le scelte relative alle singole parrocchie vengono assunte in sessioni di lavoro comuni. La sua costituzione è obbligatoria, una volta che le Nuove Parrocchie siano state erette e introdotte alla prospettiva del lavoro comune in ambito amministrativo.
 Ciò non toglie la possibilità, laddove se ne ravvisi l'utilità e avendolo definito nel Progetto Pastorale Comune della Nuova Parrocchia, di mantenere nelle singole parrocchie organismi per la gestione di questioni particolari relative alla singola parrocchia, come il mantenimento della chiesa, l'organizzazione di eventi o altro. Nello spirito del Nuovo Assetto della Diocesi, nulla di buono deve andare perduto.

I membri del Consiglio degli Affari Economici vengono eletti con le modalità stabilite dal nuovo Regolamento.

Can. 537 - In ogni parrocchia vi sia il consiglio per gli affari economici. In esso i fedeli, aiutino il parroco nell'amministrazione dei beni della parrocchia, fermo restando il disposto del can. 532.

Can. 532 - Il parroco rappresenta la parrocchia, a norma del diritto, in tutti i negozi giuridici; curi che i beni della parrocchia siano amministrati a norma dei cann. 1281-1288.

CJC Norme sulla amministrazione dei beni  (cann. 1273/89)

Compiti
del CAE

5/1 - Compiti del Consiglio per gli affari economici


Il Consiglio per gli affari economici della Nuova Parrocchia ha i seguenti compiti:

  • stilare un progetto generale circa l'uso dei beni della Nuova Parrocchia in riferimento al Progetto Pastorale Comune;

  • promuovere scelte comuni a livello di Nuova Parrocchia nello sviluppo di strutture condivise o di iniziative specifiche;

  • rendere conto al Consiglio Pastorale della situazione economica della Nuova Parrocchia;

  • esprimere il parere sugli atti di straordinaria amministrazione da allegare alle domande di autorizzazione presentate all'Ordinario;

  • favorire l'aiuto tra parrocchie nella condivisione delle risorse disponibili e nello sviluppare forme di sostegno reciproco;

  • consigliare il Presbitero moderatore della Nuova Parrocchia in ordine alla designazione di un eventuale Economo.

  • All'inizio del suo mandato il Consiglio degli Affari Economici è chiamato a prendere visione delle strutture presenti in tutte le parrocchie della Nuova Parrocchia e ad informarsi delle problematiche esistenti.

  • Fa parte dei compiti dei consiglieri anche l'impegno di partecipazione alle specifiche iniziative di formazione e di aggiornamento, promosse a livello diocesano, con attenzione non solo all'aspetto tecnico, ma anche al significato proprio dei beni ecclesiali e alle loro finalità.

Esempio di Statuto
di un CPAE


Aspetti giuridici civili e religiosi
(Milano)
Can. 517 - §1. Quando ... la parrocchia, o di più parrocchie contemporaneamente, sono affidate in solido a più sacerdoti, ... solo  uno di essi ne sia il moderatore nell'esercizio della cura pastorale, tale cioè che diriga l'attività comune e di essa risponda davanti al Vescovo.

Can. 543 - §1. Se a determinati sacerdoti viene affidata in solido la cura pastorale ...  Solo il moderatore rappresenta nei negozi giuridici la parrocchia o le parrocchie affidate al gruppo.


Beni e
Nuova Parrocchia

6. - La gestione dei beni della nuova parrocchia e l'Economo


La gestione economica e amministrativa di beni e risorse della Nuova Parrocchia dovrà attuarsi tenendo conto delle seguenti indicazioni:

  • La titolarità delle strutture resta in capo alle singole parrocchie, come pure quella delle attività proprie di ciascuna di esse (es. scuola, casa di riposo, oratorio, etc.). Gli interventi di natura straordinaria sugli immobili dovranno essere comunque decisi a livello di Nuova Parrocchia.

  • L'utilizzo di strutture e la realizzazione di attività concernenti l'intera Nuova Parrocchia dovranno essere finanziati con il concorso di tutte le parrocchie, secondo criteri di equità individuati in sede locale.

  • Le offerte raccolte presso ciascuna parrocchia, salvo diversa indicazione, restano di pertinenza di ognuna di esse; dovranno inoltre essere rispettate le destinazioni legittimamente determinate dagli offerenti.

  • In modo graduale e corrispondente alla crescita e allo sviluppo della Nuova Parrocchia, si potranno avviare progressivamente forme di condivisione e di cassa comune, che esprimano una reale comunione all'interno della Nuova Parrocchia e permettano un uso razionale delle risorse.


L'Economo

6/1 - L'Economo della Nuova Parrocchia


Al fine di favorire un'amministrazione puntuale e competente di beni e di attività della Nuova Parrocchia - nel suo insieme - e delle parrocchie che la compongono, potrà essere opportuno individuare un "Economo" della Nuova Parrocchia, che, sotto l'autorità del Presbitero Moderatore e secondo le indicazioni del Consiglio degli Affari Economici della Nuova Parrocchia, segua - anche con l'aiuto di collaboratori - una serie di adempimenti quali, la gestione ordinaria, la manutenzione dei beni, la contabilità degli enti e delle attività, i rapporti con fornitori e terzi, la vigilanza sull'attuazione degli interventi previsti anche di natura straordinaria.
A tale scopo potranno essere delegati all'Economo, con le necessarie autorizzazioni e in forme civilmente valide, determinati poteri da parte del presbitero moderatore e degli altri presbiteri della Nuova Parrocchia.

  • L'Economo sia di norma un laico e preferibilmente svolga il suo compito come volontario. Si tratta infatti di una vera e propria forma di ministerialità laicale che, in forza di una competenza specifica, consente ai beni temporali della comunità cristiana di essere gestiti nella trasparenza e nella regolarità, nel rispetto delle leggi civili e canoniche, e in particolare di essere orientati alla loro finalità primaria che è eminentemente pastorale.

  • L'Economo è nominato per cinque anni dal Presbitero Moderatore della Nuova Parrocchia, dopo essersi consultato con il Consiglio Pastorale e con il Consiglio degli Affari Economici e avere ottenuto parere favorevole da parte del Consiglio Diocesano per gli Affari Economici.

  • Possono rimanere invariate, per l'importanza che rivestono, le forme di collaborazione responsabili, vere, informali, volte alla conduzione e rendicontazione economica delle singole parrocchie. Sono, a vario titolo e in ambiti diversi, espressione di ministerialità autentica nella comunità cristiana.

  • Restano pertanto di fondamentale importanza le figure che svolgono funzioni di referenti per le specifiche parrocchie. È anzi da incentivare la loro presenza e funzione anche presso le parrocchie che ne sono sprovviste.

In aiuto alla saggia disposizione che vuole un economo che rispetti "forme civilmente valide", si suggerisce di assistere le parrocchie per una "gestione di qualità" dei beni, insieme a una consulenza tecnica in aiuto alle sempre più numerose difficoltà burocratiche.

Cfr.
Vademecum per i beni culturali (Reg. Eccl. Marche)
Enti e beni ecclesiastici
e Stato italiano

Enti ecclesiastici
Ombretta Fumagalli Carulli

Che nome darete?

7 - Il nome delle Nuove Parrocchie e le necessarie informazioni.

Il Decreto di erezione della Nuova Parrocchia ne determina anche il nome, per la cui definizione si terrà conto della tradizione, della storia e della spiritualità che caratterizzano il territorio nel quale la Nuova Parrocchia viene costituita.
Davanti ad ogni chiesa, o anche nei luoghi significativi delle Nuova Parrocchia, deve essere predisposta una bacheca, di eguale modello per tutta la diocesi, nella quale scrivere il nome della Nuova Parrocchia, le parrocchie che la compongono, il nome del Parroco Moderatore e degli altri parroci, di eventuali referenti, un numero telefonico, la e-mail, il sito internet se c'è, l'orario delle Sante Messe e del Sacramento della Penitenza, lasciando spazio per altre informazioni e per l'affissione di ulteriori avvisi ritenuti importanti per la Nuova Parrocchia.

Zone pastorali

8 - Le Zone Pastorali


La Zona Pastorale si compone di più Nuove Parrocchie, per aiutare c sostenere la collaborazione tra le Nuove Parrocchie e l'attuazione del Nuovo Assetto della Diocesi, nello spirito di una vera comunione ecclesiale.
Essa è retta da un Consiglio Pastorale di Zona (CPZ), presieduto dal Vicario Zonale e composto dai rappresentanti dei Consigli Pastorali delle Nuove Parrocchie. Si riunisce periodicamente (almeno tre volte all'anno) per coordinare le attività, per verificarle e formulare suggerimenti per la Zona Pastorale e per la Diocesi.
Le Zone Pastorali attuali, che ora vengono confermate, potranno, in seguito, subire mutazioni per meglio armonizzarle con le Nuove Parrocchie. Per alcune Zone Pastorali può essere fruttuoso trovarsi insieme a quelle limitrofe, per singole attività o per progetti o iniziative più globali. Si possono così attuare forme di collegamento, in forza della collocazione geografica, sociale e culturale. Lì possono avere luogo gli incontri pastorali e spirituali dei presbiteri e la formazione comune degli operatori pastorali.

I primi passi

9 – I primi passi


La preghiera allo Spirito Santo perché illumini le menti, converta i cuori alla comunione e alla benevolenza, e sostenga la Speranza, è indispensabile per il Nuovo Assetto della Diocesi.

  • Ogni attività dei Consigli sia pertanto introdotta dalla preghiera.

  • Alla luce della fede in Cristo Buon Pastore prendono forza i passi per questo cammino, che anima il cuore della comunità cristiana e dei singoli fedeli.


Occorre maturare:

  • la convinzione di realizzare con questa nuova modalità pastorale il mandato del Signore, certi che costituisce una reale risorsa, un momento di grazia, per la qualità ecclesiale delle comunità cristiane e di coloro che ne hanno in essa la responsabilità pastorale, a partire dai presbiteri;

  • la conoscenza capillare delle motivazioni, delle scelte e dell'identità del Nuovo Assetto della Diocesi in tutto il popolo di Dio per darne una corretta informazione all'opinione pubblica. A tal fine bisogna prevedere la diffusione di materiale idoneo e interessare i mezzi di comunicazione sociale;

  • la realizzazione delle condizioni necessarie che rendano possibile la nascita della Nuova Parrocchia.


Sulla base delle definizioni delle Nuove Parrocchie, si procede:

  • alla nomina dei Parroci Moderatori, quindi

  • all'elezione del Consiglio Pastorale della Nuova Parrocchia e successivamente, del

  • Consiglio Pastorale della Zona Pastorale. Si passa subito alla

  • elaborazione del Piano Pastorale Comune, mentre si matura la

  • formazione del Servizio Ministeriale e del

  • Consiglio Affari Economici della Nuova Parrocchia.

 
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