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La Chiesa di Parma
in un mondo che cambia





Scegliendo di
[link:1]“educare alla vita buona del Vangelo a Parma” [/link:1]
il Vescovo realizza i sogni di Paolo VI


L’attenzione della Chiesa di Parma, a “educare alla vita buona del Vangelo” nel contesto di un "mondo che cambia”, come proposto dagli Orientamenti pastorali per il decennio 2010/2020, richiama l’entusiasmo profetico di Paolo VI che, appena Papa, prese in mano “le redini del Concilio" con la sua prima Enciclica “Ecclesiam Suam” (1964).
A ben vedere la "educazione alla vita buona del Vangelo" proposta dagli Orientamenti pastorali, realizza la direttiva di Paolo VI di approfondire la coscienza di se stessa
 da parte della Chiesa (1)

Sviluppando poi il tema, il Papa propone tre attenzioni da tener presenti simultaneamente nell’azione della Chiesa: 1) La coscienza, 2) il rinnovamento, 3) il dialogo.

Temi che Paolo VI riprenderà nel suo messaggio per il Convegno Ecclesiale Nazionale su “Evangelizzazione e promozione umana” (1976), in uno schematico, ma prezioso programma di lavoro, aggiungendo alle tre attenzioni accennate sopra, il confronto con il vertiginoso mondo moderno. (2)

(1) N. 10 dell'Enciclica "Ecclesiam suam"
“Il pensiero che sia questa l'ora in cui la Chiesa deve  approfondire la coscienza di se stessa, meditare sul mistero che le è proprio, esplorare a propria istruzione ed edificazione la dottrina, già a lei nota e già in questo ultimo secolo enucleata e diffusa, sopra la propria origine, la propria natura, la propria missione, la propria sorte finale, ma dottrina non mai abbastanza studiata e compresa, come quella che contiene il piano provvidenziale del mistero nascosto da secoli in Dio...

(2) Parole di Paolo VI al Convegno eccl. su "Evangelizzazione e promozione umana".
“…la Chiesa … ci impegna ad un ripensamento della sua missione nel mondo contemporaneo, ad una coscienza religiosa autentica e nuova, ad un confronto col vertiginoso mondo moderno,  anzi ad un dialogo di salvezza per chi assume la non facile missione di aprirlo, e per chi abbia la felice sorte di accoglierlo".

Una coscienza religiosa autentica e nuova


Come si vede, per Paolo VI fondamentale per tutte le situazioni è la “coscienza religiosa autentica e nuova”  da curare da parte da una Chiesa che si rinnova, in clima di dialogo e con l’attenzione al vertiginoso mondo moderno.
E mentre, al tempo di Paolo VI, l’attenzione prevalente era rivolta alla Chiesa in Concilio che doveva scoprire la “coscienza  che aveva di sé stessa” quale detentrice del tesoro di verità di cui è erede e custode e della missione ch'essa deve esercitare nel mondo”, ai nostri giorni, tanto il nostro Vescovo come gli Orientamenti della CEI 2010/2020, visti i tempi, aggiungono l’impegno della Chiesa a educare, o meglio ancora a formare  una coscienza religiosa autentica e nuova, con lo spirito e le caratteristiche del messaggi di Paolo VI al Convegno ecclesiale del 1976. Coscienza delle persone singole e coscienza della Chiesa e dei gruppi ecclesiali.

La formazione della coscienza diventa perciò
il fine primario dell’azione della Chiesa.

Perché? – Perché è nella coscienza, e cioè nel “cuore”, che ha sede il meccanismo del rapporto di Dio che salva e della persona che è salvata. Ha sede il mistero nascosto da secoli in Dio....
Perciò, quel che avviene nella coscienza, essendo opera di Dio con l’uomo, ha la sovranità su ogni altra organizzazione civile o religiosa che sia. E’ il termine di confronto per giudicare se una cosa è "bene o no agli occhi di Dio".
Sul tema di "ciò che è nascosto nel cuore", non si finirebbe più di "estrarre dal tesoro dello scriba, cose vecchie e cose nuove" (Mt 13,52).
Tra le tante. Dal VT: "Schema, Israel" (Dt 6,4-9); e "l'uomo, immagine di Dio" (Gen 1, 26-30).
Dal NT:  "l'uomo divenuto figlio di Dio" (Gv 1,11-13).

Dt 6,4-9

Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. Li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.


Gen 1,27-29

E Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò:  maschio e femmina li creò.  Dio li benedisse e Dio disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra".


Gv 1,11-13

Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.




 
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