Storia - Parmachiostro

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PARROCCHIA DI S. ULDARICO

PARMA


CENNI STORICI

Secoli VII/VIII

Costruita fuori delle mura di Parma sopra le rovine del teatro romano, dal sec. VII/VIII era la chiesa di "san Filippo e Giacomo" annessa al Monastero delle Monache benedettine, le quali, oltre alla vita interna della Comunità, avevano la cura parrocchiale di una vasta zona a sud della città, gestivano i mulini per fornire farina alla città e ospitavano i pellegrini di passaggio a Parma, nell’"Ospedale per li forastieri".

Secolo X
Alla fine del secolo X, Monache e parrocchiani scelgono S. Uldarico come Patrono e Titolare.
Tutto questo è avvenuto a motivo di un fatto prodigioso che avrebbe compiuto il Vescovo di Augusta (Ausburg) di passaggio a Parma nell'ottobre del 971.
Narra infatti la tradizione, come Uldarico, in viaggio verso Ravenna per incontrare l’Imperatore Ottone I, s’era dovuto fermare vicino al fiume Taro, perché, gonfio di acque tumultuose, non si poteva attraversare. La cosa fu possibile solo al terzo giorno, dopo che ebbe celebrato la S. Messa vicino al fiume.
Attraversato il fiume e giunto a Parma, venne ospitato nell’Ospizio del Monastero, ovviamente preceduto dalla notizia di ciò che aveva fatto vicino al Taro in piena.
Le Monache e i parrocchiani, in ricordo del fatto ritenuto prodigioso, due anni dopo la sua morte avvenuta il 4 luglio 973, lo elessero santo patrono e titolare della chiesa e  del Monastero, prima ancora che lo facesse ufficialmente il Papa Giovanni XV il 2 febbraio del 991. La tradizione è riportata in documenti presenti nell’Archivio di Stato. Sta di fatto comunque che un documento storico del 1005 parla del Monastero, della chiesa e del mulino di S. Uldarico, come cosa nota da tempo a tutti.


Secoli XIV e XV
La chiesa viene ricostruita in stile romanico e altrettanti grossi lavori di ristrutturazione avvengono nel Monastero. Di tali opere si son salvati solo il meraviglioso chiostro terminato nel 1449, e il fantastico Coro della chiesa, fatto costruire dall’Abbadessa Cabrina Carissimi nel 1505 dall’artigiano Gian Giacomo Baruffi.

Secolo XVIII
La chiesa viene ristrutturata in stile ‘700 dall’Architetto Gaetano Guidetti con rimaneggiamenti esterni e interni: nel 1740 viene ristrutturata la volta della chiesa e nel 1762 la facciata.

Fine sec. XVIII – Inizio XIX
Mentre in Francia si svolgeva la Rivoluzione francese, le Monache di S. Uldarico ottenevano il riconoscimento della proprietà e dell’uso esclusivo dello stradello che dall’attuale Via Farini portava al Monastero, nonché metà proprietà e uso dello stradello che dall’attuale Piazzale Santafiora portava al Monastero.
Purtroppo per loro, riuscirono a godere per poco tempo di questi diritti, poiché gli editti napoleonici, nel 1809, le mandarono a spasso e incamerarono il Monastero nei beni dello Stato utilizzandolo come fonderia di cannoni e come caserma. Da questa situazione furono stralciate chiesa parrocchiale e abitazione del Parroco.

Seconda metà del secolo XX
Nel 1971 il Prevosto don Alberto Baroni riuscì ad acquistare dallo Stato ciò che restava del vecchio Monastero insieme al cortile tra la canonica e il chiostro, con la servitù di passaggio per l’ingresso al chiostro che resta un bene demaniale.
Curiosità: in catasto l’ingresso al cortile della canonica è in P.le Santafiora, 8, essendo rimasti invariati i beni e i diritti demaniali.
Doverosissimo inoltre ricordare la passione e l’opera di Don Baroni nel ricupero del chiostro e degli affreschi. Purtroppo la morte lo ha rapito quando stava per sistemare i locali appena acquistati.

Col nuovo parroco, molte cose sono state fatte: sistemazione del complesso casa/canonica; sistemazione delle sale del chiostro con impianto elettrico a norma e riscaldamento; interventi alla chiesa dopo il terremoto, consolidamento del campanile e delle capriate della chiesa, impianto di riscaldamento in chiesa e sagrestia, ristrutturazione completa dei tetti della chiesa e della sagrestia, ristrutturazione del tetto delle opere parrocchiali, ristrutturazione del tetto della casa canonica, elettrificazione delle campane, potente sistema di antifurto, ecc. ecc..

Rilevanti i lavori per la sistemazione strutturale e artistica del Chiostro a cura della Agenzia del Demanio, motivata dai grossi danni provocati dal terremoto del 25.01.2012. - I lavori effettivi iniziarno il 2 marzo 2016 per essere poi improvvisamente interrotti nel settembre 2016, per complicazioni burocratiche.

Per cui, se anche al presente (gennaio 2018) il Chiostro è inutilizzabile, essendo i lavori ancora sospesi, è serio l'impegno dell'Agenzia del Demanio per far terminare i lavori il più presto possibile.


Parroco e parrocchiani auspicano che, quanto prima, si possa usufruire in pieno di un Chiostro che unisce alla bellezza un senso di serenità e di fiducia.

 
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